Le esigenze del gatto anziano

Le esigenze del gatto anziano

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Le sue esigenze

le-sue-esigenzeL’invecchiamento comporta cambiamenti fisiologici, alcuni dei quali evidenti, come l’imbiancamento del mantello e la progressiva perdita della vista e dell’udito. Tuttavia alcuni cambiamenti sono meno appariscenti e riguardano alterazioni nella fisiologia del tratto gastro-intestinale, del sistema immunitario, dei reni e di altri organi. In relazione al metabolismo, i gatti di età compresa tra i 7 ed gli 11 anni devono essere considerati “maturi” o di mezza età, mentre quelli di 12 anni e oltre sono da ritenersi “senili” o soggetti geriatrici. Come regola generale pertanto i gatti di età superiore ai 7 anni devono essere considerati a rischio di problemi di salute connessi all’età, dal momento che in questa età si osservano più frequentemente patologie correlate all’età. Pertanto controlli periodici dovrebbero essere considerati come misura preventiva, consentendo di individuare le patologie nelle prime fasi. Una parte importante della prevenzione e della riduzione del rischio di determinate condizioni è svolta da una corretta alimentazione.

Evoluzione dei fabbisogni del tempo

evoluzione-fabbisogni2Tra gli effetti dell’invecchiamento sui fabbisogni nutrizionali bisogna in primo luogo considerare le richieste di energia richiesta dall’animale per la sopravvivenza in condizioni normali. Questa richiesta calorica diminuisce con l’età nei soggetti maturi (7 – 11 anni) come in molte specie. Il fabbisogno è determinato dalla massa corporea magra, che comprende in primo luogo i muscoli scheletrici, poi la cute ed infine gli organi. Con l’età si osserva una riduzione della massa corporea magra a favore di quella grassa e dell’attività fisica, fattori entrambi che spiegano la diminuzione del fabbisogno energetico in questa fase della vita dei gatti. Se l’assunzione di energia attraverso l’alimento non cala proporzionalmente quindi il gatto potrebbe diventare sovrappeso. Tuttavia a partire dal periodo senile (dagli 11 anni in avanti) la richiesta energetica torna a salire, vedendo un picco all’età di 13 anni. Molti soggetti anziani infatti possono apparire sottopeso. Il fenomeno è collegato ad un innalzamento del fabbisogno calorico e alla riduzione dell’efficienza digestiva. Una capacità compromessa di digerire grassi e proteine può quindi ulteriormente contribuire alla perdita di peso corporeo in gatti geriatrici. Questi gatti traggono quindi beneficio da prodotti energicamente densi ed altamente digeribili.

I fabbisogni proteici

fabbisogni-proteiciLe proteine sono un elemento nutritivo molto importante per i gatti che invecchiano, sebbene molto spesso venga raccomandata erroneamente la restrizione proteica per i soggetti anziani credendo che questo possa prevenire l’insorgenza di patologie renali e mantenere la funzionalità nel tempo. Tuttavia la ricerca ha dimostrato che questo non è necessario in soggetti sani, sebbene anziani. D’altra parte invece l’apporto proteico deve essere sufficiente a supportare il turn-over proteico, che aumenta nei soggetti anziani per una maggiore degradazione delle proteine organiche. Quando la quota proteica assunta con l’alimento non è sufficiente a sopperire la sintesi proteica dell’organismo, i gatti perdono gradualmente massa muscolare e anche se appaiono sani hanno una ridotta capacità di rispondere agli insulti ambientali, come infezioni e sostanze tossiche. Pertanto, gli alimenti per soggetti anziani devono avere un elevato rapporto tra proteine e calorie, per soddisfare i loro fabbisogni.

Il processo d’invecchiamento ossidativo

invecchiamento-ossidativoI danni ossidativi giocano un ruolo importante in molte condizioni patologiche e di conseguenza la carenza di elementi nutritivi ad azione antiossidante può avere effetti deleteri sulla funzionalità delle difese antiossidanti ed immunitarie, oltre che sui marker di salute. I danni ossidativi sono progressivi e spesso subdoli, così che le patologie connesse si sviluppano lentamente nel corso degli anni. Pertanto è opportuno che gatti anziani ricevano una supplementazione antiossidante ben oltre i fabbisogni minimi richiesti. L’azione preventiva svolta da un rafforzamento antiossidante significativo è dimostrato infatti migliorare la qualità e l’aspettativa della vita, contrastando specifiche malattie degenerative come la disfunzione cognitiva che si manifesta con l’età e presenta molte analogie con il morbo di Alzheimer nell’Uomo.