Consigli per il primo soccorso

Consigli utili per il soccorso di primissimo intervento

primo-soccorsoIl vostro cane o il vostro gatto si sono feriti ad una zampa? Si sono mangiati il vostro calzino? Perdono tutto il pelo? 
Se non sapete come comportarvi in questa ed altre occasioni, qui trovate preziosi indicazioni che possono dimostrarsi davvero utili in attesa dell’intervento del veterinario.

La regola fondamentale, infatti, è quella di contattare immediatamente il veterinario, possibilmente quello di fiducia (a tal scopo tenete a disposizione il suo numero inserendolo nella rubrica del cellulare), perché conosce il vostro cane o il vostro gatto.
Spiegategli con chiarezza e sintesi l’accaduto e lo stato dell’animale e seguite le sue indicazioni.

L’intervento del veterinario deve sempre essere considerato necessario perché anche piccoli problemi potrebbero costituire i sintomi di patologie più complesse o degenerare se non correttamente trattati.

Qui trovate dei consigli di comportamento per i casi più comuni da seguire nell’ipotesi di non poter interagire rapidamente con un veterinario, tenendo sempre presente che un cane o un gatto ferito o malato deve essere sempre trattato con dolcezza e non deve essere sgridato, né infastidito.

Come conservare le feci per le analisi?

Le feci prelevate da terra o dalla cassetta del gatto per l’effettuazione di un esame paratossicologico devono essere conservate all’interno degli appositi contenitori ben sigillati e posti in frigorifero o sul davanzale del balcone durante la stagione invernale. Il campione dovrebbe essere consegnato entro le 24 ore.

Come avviene il prelievo del sangue?

Il prelievo di sangue venoso può essere effettuato solo dal veterinario. Il cane o il gatto devono essere tenuti a digiuno nelle 12 ore precedenti il prelievo che viene effettuato da una vena dell’arto interiore (cefalica), da una dell’arto posteriore (femorale) o dalla vena giugulare del collo.

Come somministrargli uno sciroppo?

Lo sciroppo ed i liquidi in genere vanno somministrati con estrema cautela. La testa va mantenuta lievemente sollevata in modo da favorire la deglutizione. Se l’animale comincia a divincolarsi o a tossire, interrompete la somministrazione e lasciate che si riprenda.

Come fargli ingoiare la pillola?

Il metodo migliore è quello di nascondere il prodotto all’interno di un boccone di cibo molto saporito (prosciutto, formaggio, carne trita) che mascheri il sapore. Molti soggetti, ed in particolare i gatti, scoprono il trucco e rifiutano il boccone o sputano il medicinale: in questi casi si deve ricorrere alla somministrazione forzata.
Si deve afferrare il muso con decisione facendo attenzione a non procurare dolore per non rendere l’animale sospettoso ed indurlo a rivoltarsi, infilando il pollice e l’indice della mano sinistra dietro ai canini superiori e sollevare la testa: in questo modo la bocca si apre. A questo punto si posa la pastiglia il più profondamente possibile nel cavo orale, alla base della lingua e si mantiene chiusa la bocca per qualche secondo massaggiando la gola per stimolare il riflesso della deglutizione.


Come somministrare una supposta?

Nel caso in cui sia necessario occorre sollevare la coda e, una volta inserita la supposta, riabbassarla immediatamente, tenendola schiacciata contro l’apertura anale in modo da impedire che la espella. Questa posizione va mantenuta per circa 3 minuti.

Come praticare un'iniezione sottocutanea?

Dopo aver preparato la siringa contenente il farmaco da iniettare e del cotone imbevuto di disinfettante si deve avvicinare l’animale con calma parlandogli e rassicurandolo con dolcezza. Prima di utilizzare la siringa bisogna rivolgerla verso l’alto e far uscire alcune gocce di prodotto per assicurarsi che l’ago sia previo, cioè libero. La zona migliore dove effettuare le iniezioni sottocutanee è il costato: basta sollevare con le dita un”pizzicotto” di cute e, dopo averla disinfettata, infilarvi l’ago parallelamente al terreno ed iniettare il farmaco. Terminare con un massaggio.

Come praticare un'iniezione intramuscolare?

L’esecuzione dell’iniezione intramuscolare non è così semplice e scevra da pericoli come quella sottocutanea. Si deve praticare questo tipo di intervento nella parte posteriore della coscia, a metà altezza fra il bacino ed il ginocchio ove vi sono delle grandi masse muscolari. Si prepara la siringa con il farmaco ed il cotone con il disinfettante.
Tenere il cane o il gatto fermi preferibilmente in posizione sdraiata. Dopo aver accuratamente disinfettata la parte si infila lentamente l’ago nella massa muscolare e si aspira leggermente con lo stantuffo per assicurarsi di non essere penetrati accidentalmente in un vaso sanguigno, segnalato dalla presenza di sangue all’interno della siringa. Infine si inietta il prodotto, si estrae l’ago e con il cotone si pratica un leggero massaggio sulla parte.

Come misurargli la febbre?

Nei cani e nei gatti adulti la temperatura corporea normale è di circa 38-38,2°C, mentre nei cuccioli è di circa 38,5-38,8°C. La temperatura va misurata preferibilmente al mattino o alla sera, lontano dai pasti e non immediatamente dopo una corsa o una passeggiata, al mattino di solito è più bassa che alla sera. Il rilievo termometrico viene effettuato per via rettale mediante l’utilizzo di termometri prismatici per bambini.
Prima di utilizzare il termometro è opportuno lubrificarlo con olio di vaselina, al limite quello d’oliva. Si deve sollevare la coda ed infilare il termometro nell’apertura anale avendo l’accortezza di tenerlo leggermente obliquo in modo che il bulbo sia a contatto con la parete del retto. Tenerlo in posizione per circa un minuto, estrarlo e leggere la temperatura.

Come eliminare un corpo estraneo dalle zampe?

Non è frequente che corpi estranei come sassolini, schegge di vetro o legno, spine o spighe di graminacee si infliggano nelle zampe di gatti e cani causando zoppicature e lesioni più o meno gravi. In particolare le spighe, i cosiddetti forasacchi, una volta penetrate nella cute continuano a progredire dando luogo alla formazione di tragitti fistolosi che, se non curati per tempo, si risolvono solo con l’intervento chirurgico.
Quando l’animale comincia a zoppicare o a non appoggiare del tutto l’arto a terra occorre, innanzitutto esaminare accuratamente la zampa colpita senza tralasciare gli spazi interdigitali: l’unico segno visibile, il più delle volte, è un piccolo forellino o un taglietto.
Una volta individuata la porta d’ingresso del corpo estraneo è possibile tentare di estrarlo schiacciando i bordi della ferita aiutandosi con una pinzetta dopo aver tagliato il pelo attorno alla zona. Nel caso in cui il tentativo vada a buon fine, una volta terminata l’estrazione, è opportuno disinfettare la ferita con acqua ossigenata ed applicare una pomata antibiotica per qualche giorno. In caso di insuccesso, dopo aver applicato un bendaggio recarsi dal veterinario.

Come eliminare un corpo estraneo dalla bocca?

Nella bocca dei cani e dei gatti è possibile ritrovare corpi estranei appuntiti infissi nella mucosa o nel palato oppure spaghi o pezzi di elastico che si arrotolano attorno alla base della lingua. Nei cani è più frequente il riscontro di schegge d’osso o pezzi di legno provenienti dai legni lanciati per gioco dai proprietari.
Esaminate accuratamente la bocca cominciando dalle labbra e dal vestibolo labiale e poi, aprendo il cavo orale, lo si esamina attentamente, osservando anche sotto la lingua. Individuato il corpo estraneo rimuovetelo solo se l’operazione è possibile senza rischiare di danneggiare ulteriormente la bocca dell’animale. Terminata l’operazione controllate la ferita, e se le sue dimensioni vi sembrano rilevanti, consultate il veterinario.

Come eliminare un corpo estraneo dalle orecchie?

Il riscontro di corpi estranei nel condotto auricolare è più frequente nei cani con orecchie pendenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di spighe di graminacee (forasacchi) che una volta entrate, a causa della loro particolare conformazione, difficilmente vengono eliminate dal cane mediante gli scuotimenti della testa, ma tendono ad infiggersi sempre più profondamente fino ad arrivare al timpano. La presenza di spighe all’interno del condotto uditivo causa molto dolore e disagio, i cani si grattano l’orecchio colpito con insistenza emettendo guaiti e lamenti e tengono la testa storta.
Mentre un aiuto tiene saldamente il cane, occorre osservare attentamente tutto il padiglione auricolare al fine di evidenziare la presenza di ferite, poi si osserva il condotto e se si riesce ad individuare il corpo estraneo lo si afferra con l’aiuto di una pinzetta facendo attenzione a non lasciar compiere movimenti bruschi al cane. Se la spiga è situata profondamente nel condotto non si deve tentare di estrarla ad ogni costo poiché si potrebbero causare delle lesioni al timpano. In ogni caso dopo l’intervento ci si deve recare al più presto dal veterinario.

Cosa fare se perde sangue dal padiglione auricolare?

Le lesioni possono essere superficiali o interessare anche la cartilagine creando delle vere e proprie lacerazioni o addirittura distacchi di parti di padiglione. Possono dar luogo a delle emorragie imponenti in quanto si tratta di una zona molto vascolarizzata, inoltre l’animale per il disagio ed il dolore tende a scuotere la testa impedendo la formazione del coagulo.
Per arrestare la fuoriuscita di sangue occorre premere con del cotone, meglio se emostatico, i margini della ferita ed applicarvi sopra del ghiaccio. Una volta fermata l’emorragia si deve disinfettare la ferita con acqua ossigenata ed immobilizzare il padiglione affinché l’animale non la riapra scuotendo le orecchie.

Cosa fare se perde sangue dal naso?

La perdita di sangue dal naso (rinorragia) nel cane e nel gatto può essere conseguente a corpi estranei, traumi, cadute da balconi o terrazze, a malattie che coinvolgono le strutture interne delle cavità nasali (turbinati) o a difetti dei processi coagulativi del sangue. Se l’emorragia è causata da un trauma superficiale è sufficiente lavare la parte, applicare del ghiaccio ed in seguito disinfettare con acqua ossigenata.
Se non è visibile nessuna ferita esterna ed il sangue proviene dall’interno della cavità nasale, bisogna applicare una borsa del ghiaccio sulla canna nasale e se si ha a portata di mano un coagulante in fiale, praticarne una per via sottocutanea e farne gocciolare un’altra direttamente nelle narici, quindi, recarsi immediatamente dal veterinario.

Cosa fare se perde sangue dalla bocca?

Nel cane e nel gatto le perdite di sangue dalla bocca avvengono in seguito a traumi del cavo orale provocati da incidenti. Occorre osservare le labbra, il vestibolo labiale, le gengive ed i denti rimuovendo con un getto d’acqua fredda l’eventuale sangue presente. Per esplorare l’interno del cavo orale aprite la bocca agendo con molta cautela poiché, se l’animale ha subito un forte trauma, potrebbe esservi una frattura della mandibola. Osservate il palato, in cui si riscontrano frequentemente fratture longitudinali in gatti caduti dai balconi, e la lingua le cui ferite sono molto sanguinanti.
Le ferite sanguinanti del cavo orale vanno tamponate con cotone imbevuto di acqua gelata e comprimendo delle compresse di cotone, possibilmente emostatico, sulla parte. Se l’emorragia è imponente potete iniettare per via sottocutanea un coagulante ed applicarne alcune gocce direttamente sulla ferita mentre vi recate immediatamente dal veterinario.

Come eseguire una fasciatura ad una zampa?

Per prima cosa occorre coprire la ferita con la garza e poi fasciarla con la benda facendo compiere a questa delle torsioni su se stessa ogni tre o quattro giri in modo da rendere il bendaggio più saldo. Terminata la fasciatura si deve applicare il cerotto in modo da circondarla lateralmente e dorso-ventralmente e da ultimo superiormente al margine con il pelo. Per evitare che l’animale si tolga la benda è possibile ricoprirla con una piccola calza o con una retina estensibile che si può trovare in farmacia.

Come fasciare gli arti?

La benda va avvolta attorno all’arto facendole compiere alcune torsioni su se stessa per tenerla più fissa e coprendo una superficie più vasta rispetto a quella della ferita. Terminata la fasciatura, per impedire che si muova, occorre fissarla alle estremità con un cerotto posto a cavallo tra il bendaggio ed il pelo. Ricoprire la fasciatura con le apposite retine elastiche reperibili in farmacia.
Dopo aver messo la garza sopra la ferita ed averla fissata con un cerotto, si deve procedere alla fasciatura facendo compiere alla benda diversi giri attorno al collo ed al torace, passando anche tra le zampe anteriori in modo da rendere più saldo il bendaggio. Per fissarlo è opportuno tagliare longitudinalmente nella parte centrale l’ultimo tratto della benda ed utilizzare i due lembi per formare un nodo.

Come fasciare una coscia o i glutei?

In qualunque punto si trovi la ferita, occorre eseguire una fasciatura che comprenda cosce, fianchi ed addome. Al termine si deve tagliare longitudinalmente l’ultimo tratto di benda ed utilizzare i due lembi per formare un nodo.

Come fasciare un occhio?

Applicate direttamente sull’occhio il tampone di garza sterile che va tenuta in sede con una fasciatura che deve essere effettuata passando la benda  attorno al collo ed all’orecchio opposto.
Ripetere la stessa operazione nella parte contro laterale per assicurare maggior stabilità.

Come impedirgli di mordere la fasciatura?

Spesso cani e gatti non tollerano la presenza di fasciature e bendaggi e tentano di toglierseli in tutti i modi. Si può intervenire con il collare elisabettiano utilizzabile sia dal cane che dal gatto con disagi tutto sommato sopportabili per la maggior parte dei soggetti. Si tratta di una specie di imbuto di plastica che viene allacciato attorno al collo dell’animale in modo da contenere il collo ed il muso all’interno della parte conica. Il loro utilizzo è da limitare alle ore in cui l’animale non può essere tenuto sotto controllo. Questi collari sono reperibili in varie dimensioni nei negozi specializzati in articoli per animali.

Come diagnosticare una frattura?

Le fratture agli arti si verificano a seguito di incidenti o maltrattamenti. Il cane o il gatto non riescono ne ad appoggiare l’arto fratturato che appare inerte ed il più delle volte gonfio e deformato.
Le fratture possono essere di due tipi: “chiuse” o “aperte”. Nel primo caso la cute ed i tessuti al di sopra dell’osso fratturato sono intatti, mentre nel secondo sono lacerati ed i due monconi ossei appaiono all’esterno.

Come comportarsi di fronte a fratture aperte?

Non si devono assolutamente muovere i due monconi ma occorre limitarsi a pulire la ferita con acqua ossigenata o acqua bollita e ricoprire l’arto con una garza sterile o con un panno pulito senza tentare di immobilizzarlo e recarsi immediatamente dal veterinario.

Cosa fare di fronte ad una frattura?

In presenza di un arto fratturato l’intervento immediato ha lo scopo di limitarne i movimenti in attesa di giungere dal veterinario. L’arto fratturato va maneggiato con estrema delicatezza, senza sottoporlo a trazioni o torsioni, o peggio tentare di rimettere in posizione corretta i monconi ossei. La parte lesa va protetta con cotone, bende o giornali su cui è possibile appoggiare dei supporti rigidi come stecche di legno o cartone che devono essere fissati con del cerotto.

Come trattare una ferita da taglio?

Le ferite alle zampe provocano emorragie piuttosto abbondanti poiché questa regione è riccamente vascolarizzata. La prima cosa da fare è arrestare la fuoriuscita di sangue: come laccio emostatico è possibile utilizzare un fazzoletto, una cravatta o una cintura che vanno annodati attorno all’arto dell’animale al di sopra della ferita.
Va allentato ogni 5 minuti e non deve essere lasciato per più di mezzora. Se non è possibile ricorrere subito all’aiuto del veterinario occorre tagliare il pelo attorno alla ferita e disinfettarla accuratamente con acqua ossigenata, quindi asciugarla ed applicarvi una pomata antibiotica prima di bendarla. Terminate queste operazioni si può togliere il laccio. Se l’emorragia si arresta e la ferita non è di grandi dimensioni è sufficiente cambiare il bendaggio e rinnovare l’applicazione della pomata tutti i giorni, altrimenti è fondamentale l’intervento del veterinario.
Le ferite presenti sul tronco vanno lavate, disinfettate con acqua ossigenata e tamponate con ghiaccio per fermare l’emorragia. L’intervento del veterinario è comunque indispensabile nel caso di ferite ampie che necessitano punti di sutura.

Cosa fare in caso di ferita da morso?

Le ferite da morso sono frequenti nei cani e nei gatti in seguito a colluttazioni. Se la ferita è di circa due centimetri di lunghezza e poco profonda è sufficiente tagliare accuratamente il pelo ai margini della lesione e, dopo aver disinfettato con acqua ossigenata, applicare una pomata antibiotica. In questi casi una sutura non solo non è necessaria, ma è sconsigliabile poiché non consente l’allontanamento di eventuali raccolte sierose, ematiche o purulente.
Nei giorni successivi si deve tenere pulita la parte mediante lavaggi con acqua ed amuchina e schiacciare dolcemente la zona circostante per fare fuoriuscire i liquidi che possono formarsi e ripetere l’applicazione della pomata due volte al dì, somministrando, se vi è un interessamento dei tessuti circostanti, degli antibiotici per via generale. Se la ferita è ampia e vi è uno scollamento di una larga parte dei tessuti sottostante occorre lavare e disinfettare la parte; se è il caso, limitare l’emorragia applicando compresse di ghiaccio e cotone emostatico e ricorrere immediatamente all’intervento del veterinario.

Cosa fare in caso di puntura di insetto?

Le punture d’insetto a volte causano nei cani e nei gatti una sintomatologia che mette in grave allarme i proprietari. L’animale incomincia improvvisamente a gemere ed a sfregarsi il muso, che nel giro di pochi minuti si gonfia a tal punto da rendere l’animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due sottili fessure. Si tratta di attacchi allergici provocati dalle sostanze tossiche prodotte da ragni, api e calabroni.
In rari casi l’edema può estendersi alla bocca, alla laringe ed alla faringe causando delle difficoltà respiratorie a volte con conseguenze drammatiche. Se si riesce ad individuare il luogo preciso della puntura occorre controllare che non vi sia rimasto infisso il pungiglione, che di dovrà rimuovere con una pinzetta. Sul luogo della puntura applicare del ghiaccio o compresse di acqua fredda.
La terapia per via generale è basata sulla somministrazione di cortisone per mezzo di un’iniezione sottocutanea. In assenza di miglioramenti la terapia può essere ripetuta dopo 8-10 ore. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia scompare dopo 24 al massimo 36 ore, in ogni caso è bene contattare il veterinario.

Cosa fare in caso di avvelenamenti?

Gli avvelenamenti e le intossicazioni il più delle volte sono trattate dal veterinario con terapie sintomatiche (cioè destinate a combattere i sintomi) e con generiche terapie disintossicanti. Questo perché molte volte la sostanza responsabile dell’avvelenamento rimane sconosciuta ed in altri casi non è disponibile l’antidoto verso un determinato tossico.

Cosa fare in caso di ingestione di sostanze tossiche?

Sia nel caso di ingestione di sostanze che di piante velenose possono comparire le più disparate alterazioni a seconda dell’azione del principio tossico.
I sintomi più comuni sono:
– rifiuto assoluto del cibo, vomito e diarrea (a volte con sangue); possono essere anche presenti: ecchimosi diffuse sul corpo (avvelenamento da topicidi anticoagulanti) aumento della salivazione, tremori muscolari e convulsioni;
– in altri casi l’animale può apparire fortemente depresso o addirittura incosciente, con le pupille dilatate ed avere una temperatura corporea al di sotto della norma.
Non ricorrete a rimedi casalinghi, come la somministrazione di latte che in alcuni casi può peggiorare la situazione favorendo l’assorbimento del tossico, o quello di indurre il vomito, che in caso di ingestione di caustici può aumentare l’entità delle lesioni. Occorre comunque recarsi con urgenza dal veterinario.

Come agire in caso di contatto con una sostanza tossica?

Le sostanze tossiche possono, pur non essendo ingerite, espletare la loro azione da contatto con il corpo dell’animale (cute, occhi, bocca). In questi casi è fondamentale detergere accuratamente la zona colpita con acqua tiepida e sapone neutro. Se risultasse impossibile la rimozione del prodotto (vernici, catrame) non si deve ricorrere all’utilizzo di solventi, ma si taglia il pelo imbrattato. La lesione deve essere medicata con una pomata antibiotica, coperta con una garza e sottoposta ad un controllo dal veterinario.

Come curare ustioni e scottature?

Nei cani e nei gatti le ustioni possono essere causate da incidenti domestici: contatto con acqua, caffè od olio bollenti e da eccessiva esposizione al calore del phon dopo i lavaggi. Frequentemente nei gatti randagi, l’ustione è provocata dal passaggio degli animali su parti surriscaldate delle automobili.
La gravità delle ustioni si valuta in base alla loro estensione e profondità. Nelle ustioni superficiali il pelo appare bruciacchiato e la cute è arrossata e coperta di vescicole (rigonfiamenti dell’epidermide pieni di liquido chiaro) a cui fanno seguito delle croste. In questi casi è opportuno applicare immediatamente sulla lesione dell’acqua fredda o delle compresse di ghiaccio per una ventina di minuti ed in seguito applicare un’apposita pomata contro le bruciature.
Le ustioni profonde sono caratterizzate dalla sofferenza degli strati più profondi della cute che appare erosa e di colorito nerastro o biancastro a causa della morte dei tessuti. In questi casi occorre detergere la lesione usando abbondante acqua fredda, spruzzata con siringhe, precedentemente bollita e ricoprirla con garze sterili in attesa dell’assistenza veterinaria che va ricercata con la massima urgenza.

Cosa fare se ha le convulsioni?

Le convulsioni nel cane e nel gatto sono causate da improvvisi e repentini disturbi dell’attività cerebrale e si presentano con contrazioni e tremori che interessano tutto il corpo. Durante gli attacchi convulsivi, che possono durare da pochi secondi a qualche minuto, gli animali oltre ad essere incoscienti possono perdere feci ed urina. Le crisi possono presentarsi una sola volta nella vita o ripetersi con una frequenza variabile da poche volte l’anno a molte volte in un giorno a seconda delle cause che possono essere molte: disturbi genetici, metabolici, malattie infettive o congenite.
La comparsa di un attacco convulsivo rappresenta sempre un fatto drammatico per i proprietari che ne restano molto impressionati. Occorre restare calmi poiché nella maggior parte dei casi la crisi cessa spontaneamente. Si devono allontanare dall’animale tutti gli oggetti che potrebbero ferirlo e coprirlo con una coperta evitando di fare rumore per non aggravare il suo stato psichico.
Non bisogna scuoterlo, ma occorre parlargli a bassa voce con dolcezza. La terapia degli attacchi convulsivi richiede sempre l’intervento del veterinario, solo nei rari casi in cui la crisi non accenna a fermarsi ed il medico non può intervenire prontamente è necessario praticare del sedativo per via sottocutanea.

Cosa fare in caso di colpo di calore?

Nei cani e nei gatti i colpi di calore si verificano soprattutto quando vengono lasciati in ambienti chiusi e poco ventilati come un’autovettura in sosta durante le giornate estive o, per quanto riguarda i cani, quando vengono sottoposti a sforzi eccessivi (corse dietro veicoli o biciclette) in giornate particolarmente calde.
I nostri animali non possono contrastare l’aumento della temperatura corporea attraverso il sudore come fa l’uomo, l’unico mezzo a loro disposizione è l’aumento della frequenza respiratoria che però in molti casi non è sufficiente. Quando si trova chiuso all’interno dell’auto incomincia ad avere caldo, si agita e si sente soffocare, le mucose paonazze, gli occhi fuori dalle orbite, la lingua a penzoloni, il suo respiro sempre più affannoso surriscalda l’aria nell’abitacolo e consuma l’ossigeno presente: la morte è per asfissia.
Occorre intervenire tempestivamente con impacchi di acqua gelata sulla testa ed immergere tutto il suo corpo in acqua fredda per cercare di riportare la temperatura a valori normali. Ci si deve recare immediatamente dal veterinario e nel frattempo iniettare per via sottocutanea dei corticosteroidi per contrastare il collasso cardiocircolatorio. Un’importantissima raccomandazione al fine di prevenire questi incidenti è quella di non lasciare mai gli animali in macchina nei mesi caldi, o almeno parcheggiare all’ombra e con i finestrini aperti non lasciandoli a lungo e di non sottoporli mai a sforzi eccessivi nelle giornate estive.

Cosa fare in caso di congelamento?

I cani ed i gatti essendo dotati di pelo, sono piuttosto resistenti alle basse temperature. Se però sono bagnati si possono verificare dei danni all’organismo; quindi le cadute in laghetti o stagni o le lunghe permanenze nella neve possono essere pericolose per i nostri amici. La temperatura corporea si abbassa pericolosamente e se non viene riportata a valori normali in breve tempo possono essere compromesse le attività vitali con rischio di vita.
Alcune aree del corpo possono andare incontro a congelamento: le parti più colpite sono le orecchie, la coda, gli arti e gli organi genitali in quanto sono meno protetti dal pelo ed hanno un maggior scambio di calore con l’esterno. La zona colpita è insensibile e può apparire di colorito scuro a causa della mancanza di circolazione sanguigna e della morte dei tessuti. Si deve immediatamente intervenire da una parte riscaldando l’organismo e dall’altra tentando di ripristinare la circolazione nella zona colpita da congelamento.
Si deve trasportare l’animale in un ambiente caldo, avvolgerlo in una coperta e riscaldarlo con delle borse dell’acqua calda. Se misurando la temperatura rettale si dovesse osservate ipotermia (36-37 °C) si deve immergere lo sfortunato amico in una vasca con acqua calda e poi asciugarlo accuratamente con phon. Sulla parte congelata si deve applicare del calore umido, come ad esempio degli stracci inumiditi con del vapore. Si deve agire con delicatezza senza sfregare i tessuti per non creare danni e non si deve applicare alcun farmaco prima dell’arrivo del veterinario.

Cosa fare in caso di annegamento?

I casi di annegamento nei cani e nei gatti non sono molto frequenti , in quanto sanno nuotare istintivamente. Può accadere però che un animale cadendo in acqua subisca dei traumi che gli rendono impossibile il nuoto o, ancora, che non riesca ad uscire dall’acqua e si sfinisca finendo con l’affogare, come accade a quei soggetti che cadono nelle piscine o nei corsi d’acqua con forti correnti e argini molto ripidi.
La prima cosa da fare è quella di allontanare l’acqua presente nei polmoni. Se si tratta di un gatto o di un cane di piccola taglia l’ideale è metterlo a testa in giù sollevandolo per gli arti posteriori comprimendo con una mano il torace per 2-3 secondi più volte per facilitare la fuoriuscita dell’acqua.
Nei cani di grossa taglia deve essere effettuato lo stesso massaggio, utilizzando entrambe le mani, mentre sono sdraiati su di un lato con la testa tenuta più bassa del corpo. La ripresa della respirazione è segnalata dalla comparsa dei movimenti respiratori e da colpi di tosse. Se non si dovessero verificare occorre praticare la respirazione artificiale in attesa dell’intervento del veterinario.

Cosa fare in caso di morso di vipera?

Le vipere rappresentano un grave pericolo per i cani che quando hanno la fortuna di poter girovagare per i boschi ficcano il muso negli anfratti e nei cespugli dove questi rettili sono soliti nascondersi. Oltre che velenoso il morso della vipera è molto doloroso: l’animale, se non muore sull’istante, incomincia a gemere e guaire disperatamente.
La gravità del morso dipende dalla sede colpita, in cui la circolazione sanguigna può essere più o meno abbondante, dalla quantità del veleno inoculato, dalla specie a cui appartiene la vipera, dalla stagione, dall’ipersensibilità individuale al veleno e dall’età e dalla taglia del cane. La zona colpita appare tumefatta, calda, dolente e vi si possono individuare due forellini lasciati dai denti del rettile, circondati da piccole emorragie. Una volta individuata la sede del morso occorre agire tempestivamente per impedire che il veleno si diffonda nell’organismo applicando un laccio di 5 centimetri sopra la ferita senza stringerlo molto per non fermare la circolazione arteriosa e allentando ogni 5 minuti circa.
A questo punto si deve procedere ad allontanare la maggior quantità possibile di veleno praticando, con molta cautela in modo da non ledere i grossi vasi sanguigni, un taglio a croce profondo 2-3 mm sulla ferita e schiacciando la parte con le dita in modo da far sanguinare la ferita. In seguito la lesione va lavata e disinfettata con abbondante acqua ossigenata. A questo punto , se lo si ha a disposizione, occorre iniettare il siero antiofidico metà attorno alla ferita e, dopo 10 minuti se non si sono verificate reazioni allergiche, l’altra metà per via intramuscolare. Ora si può levare il laccio e praticare un’iniezione di cortico-steroidi per via intramuscolare per combattere lo stato di shock. Il cane va comunque trasportato dal veterinario al più presto.

Cosa fare in caso di folgorazione elettrica?

La curiosità e la tendenza a rosicchiare tutto ciò che trovano, fanno si che i cani ed i gatti, in particolare se cuccioli, corrano spesso il rischio di venire a contatto con fili elettrici e prese di corrente che purtroppo non sempre sono adeguatamente protetti. Nella maggior parte dei casi le lesioni sono localizzate a livello del cavo orale e si presentano come ustioni, mentre gli effetti del passaggio dell’elettricità nell’organismo si manifestano con shok, diminuzione della pressione sanguigna, alterazione dell’attività cardiaca e perdita di coscienza. Se uno dei nostri amici ha subito uno shok elettrico la situazione è grave e occorre agire tempestivamente.
La gravità dei sintomi generali dipende dall’intensità e dalla durata della scossa: l’animale può presentare contrazioni muscolari, convulsioni, fibrillazione cardiaca, edema polmonare e stato di incoscienza. Se il soggetto non dà alcun segno di vita occorre praticare il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale in attesa dell’intervento del veterinario.

Cosa fare in caso di ingestione di oggetti estranei?

I cuccioli sia di cane che di gatto hanno la tendenza a giocare con gli oggetti più disparati e di ingerirli. I corpi appuntiti (lische di pesce, ossa di pollo) si possono conficcare nel palato, nella lingua o fra i denti, causando una sintomatologia drammatica: l’animale porta le zampe anteriori verso il muso come se tentasse di strappare qualche cosa alla bocca, ha conati di vomito e segni di soffocamento. Con calma e cautela una persona afferra la testa dell’animale con la mano sinistra, mentre con l’indice della mano destra abbassa la mandibola inferiore.
Un’altra persona individuato il corpo estraneo, può tentare di estrarlo con una pinzetta. Se non si riesce a risolvere la situazione occorre ricorrere prontamente all’aiuto del veterinario. I corpi estranei in molti casi progrediscono lungo l’apparato digerente e si possono fermare nello stomaco o nell’intestino.
In questi casi la sintomatologia si instaura più lentamente ma non per questo è meno grave: vomito irrefrenabile, in particolare dopo assunzione di acqua, rifiuto del cibo, assenza di defecazione e profondo abbattimento. Non si deve assolutamente tentare di indurre il vomito o somministrare purganti nel tentativo di far espellere il corpo estraneo poiché si potrebbero provocare gravissimi danni. Solo l’intervento del veterinario può affrontare la situazione.

Cosa fare in caso di localizzazione di un corpo estraneo?

Se un corpo estraneo si inserisce nella faringe o nella trachea, l’animale è agitato, ansima, tiene la testa estesa in avanti, perde abbondante saliva dalla bocca e la lingua può apparire bluastra: la situazione è di grave emergenza e bisogna gire con tempestività. Per prima cosa occorre spalancare la bocca dell’animale afferrando con la mano sinistra la mandibola superiore mentre con la destra si abbassa quella inferiore e, se è possibile individuare l’oggetto,  tentare di estrarlo.
Se questo tentativo dovesse fallire occorre afferrare il soggetto per gli arti posteriori e rivoltarlo con la testa verso il basso scuotendolo energicamente e, se ciò non dovesse bastare, comprimendogli il torace con le mani. Se si tratta di un cane di grosse dimensioni e proprio non riuscite a sollevarlo è possibile sdraiarlo da un lato e comprimergli il torace ritmicamente per favorire l’espulsione del corpo estraneo. In queste occasioni ogni minuto è prezioso e bisogna agire nel modo più rapido e deciso possibile.

Cosa fare in caso di prolasso?

Nei cuccioli e nei gattini può verificarsi il prolasso del retto che può essere di natura congenita o conseguente a gravi forme di diarrea. A livello dell’apertura anale è possibile osservare un tratto di mucosa intestinale, di varia lunghezza a seconda della gravità della lesione, che protende all’esterno. In questi casi bisogna astenersi da qualunque intervento, ma coprire la parte con una garza sterile e rivolgersi immediatamente al veterinario.

Cosa fare in caso di incidente stradale?

Quando un animale viene investito da un’auto la prima cosa da fare è quella di provvedere a trasportarlo dal veterinario. Nel frattempo, senza perdere la calma occorre constatare se il soggetto è ancora in vita e la gravità delle lesioni riportate, controllando:
– l’attività respiratoria;
– il battito cardiaco;
– l’eventuale presenza di emorragie interne.
Se non dovessero essere presenti le funzioni vitali si può tentare di rianimare il soggetto praticando la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco nell’attesa dell’intervento del veterinario.

Come trasportare un animale ferito?

Il corretto trasporto del ferito riveste una grande importanza in quanto dei movimenti scorretti ed avventati potrebbero creare delle lesioni od aggravare quelle già presenti. Il metodo migliore è quello di utilizzare una barella che può essere costruita estemporaneamente utilizzando un tappeto, una giacca o un golf. Il paziente va adagiato con ogni cautela, facendo soprattutto attenzione a non far subire bruschi movimenti alla spina dorsale, sulla rudimentale barella che deve essere sollevata da tutte e quattro le estremità contemporaneamente.
Un altro ottimo trasporto può essere costituito da qualunque supporto rigido come un asse di legno o di cartone su cui far scivolare lentamente l’animale. Se non si ha nulla a disposizione e non vi è nessun aiuto, occorre trasportare il ferito in braccio. Se è di piccola taglia gli si deve porre un braccio attorno al collo e l’altro sotto il torace facendo attenzione a non schiacciare le ferite (se la lesione fosse sul torace occorre non comprimere quest’ultimo). I gatti devono essere avvolti in una coperta o un asciugamano per evitare che si divincolino.
Se si tratta di un cane di grossa taglia l’ideale è cingerlo con le braccia, anteriormente all’altezza delle scapole e posteriormente attorno alle cosce.

Quando si deve sospettare un'emorragia interna?

A seguito di incidenti stradali o cadute si possono verificare delle emorragie interne che colpiscono gli organi o i vasi presenti nella cavità addominale o toracica mettendo in grave pericolo la vita dell’animale. I sintomi sono rappresentati da stato di incoscienza, polso debole, battito cardiaco appena percettibile e mucose degli occhi e della bocca molto pallide. In questi casi non tentate di fare nulla ma recatevi immediatamente nel più vicino pronto soccorso.

Come valutare il respiro?

A seguito di un grave trauma è importante valutare le caratteristiche del respiro: presenza o meno di movimenti respiratori, loro frequenza e tipo. Si deve osservare la cassa toracica e controllare che si abbassi e si alzi con regolarità e ritmo.
Un respiro molto superficiale con movimenti del torace brevi e veloci può indicare lesioni che provocano dolori a livello di apparato respiratorio, mentre un esagerato coinvolgimento della muscolatura addominale durante gli atti respiratori può indicare un’ernia diaframmatica o un versamento di liquidi a livello polmonare.

Come percepire il polso?

Nel cane e nel gatto il polso si percepisce sull’arteria femorale. Si devono appoggiare il dito medio, l’indice e l’anulare della mano destra sul lato interno della coscia circa all’altezza dell’inguine e si devono far scorrere senza esercitare una forte pressione fino a che non si percepisce un “cordoncino” che rappresenta l’arteria.
A questo punto ci si deve soffermare esercitando una pressione molto lieve fino a che non si sentono le pulsazioni dell’arteria individuabili come delle vibrazioni ritmiche.

Come percepire il battito cardiaco?

L’arresto dell’attività cardiaca è un evento drammatico che si conclude certamente con la morte dell’animale se non viene attuato un intervento immediato che, benché effettuato in condizioni disperate, a volte riesce a risollevare le sorti del paziente.
A volte l’interruzione dei battiti cardiaci è accompagnato da arresto del respiro, involontaria perdita di urina e feci e dilatazione delle pupille: sintomi drammatici che preludono alla morte del soggetto.
Mettendo l’animale sdraiato su di un fianco il battito cardiaco può essere percepito spostando in avanti l’arto anteriore ed appoggiando il palmo della mano sul torace, posteriormente al gomito.

Come praticare la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco?

La respirazione artificiale rappresenta un tentativo estremo di salvare la vita all’animale, quindi occorre agire con tempestività ma anche con calma e decisione. Il soggetto deve essere sdraiato su di un fianco con la testa leggermente estesa sul collo. L’aria deve essere immessa nelle vie nasali, tenendo ben chiusa la bocca, oppure nel cavo orale tenendo chiuse le narici. Si deve soffiare con una certa forza per 2-3 secondi osservando il sollevamento del torace che va successivamente aiutato a svuotarsi comprimendolo dopo aver tolto le mani dalle cavità nasali e dalla bocca. Si devono far compiere da 7 a 10 atti respiratori al minuto fino a che la respirazione non riprende spontaneamente. Quando il battito cardiaco non è percepibile e la funzionalità del cuore è cessata occorre intervenire immediatamente con il massaggio cardiaco, che è l’unico intervento che in situazioni estreme può salvare la vita dell’animale.
Con il soggetto sdraiato sul lato si deve appoggiare il palmo della mano (o di tutte e due se si tratta di un animale di grande taglia, sul torace) subito dietro al gomito esercitando una serie di 60 compressioni al minuto Negli animali di taglia piccola, come gatti e cani nani la compressione può essere effettuata monomanualmente afferrando il torace all’altezza del cuore, dietro i gomiti, con una sola mano e comprimendo ritmicamente. Mentre si comprime si deve contare fino a 2 mentre solo fino ad 1 quando si rilascia.
Spesso nei traumi molto gravi l’arresto cardiaco si accompagna a quello respiratorio quindi il massaggio cardiaco va eseguito unitamente alla respirazione artificiale eseguendo una respirazione circa ogni  5 compressioni di stimolazione cardiaca. Si tratta sempre di situazioni di grave emergenza, quindi tutte queste operazioni vanno eseguite mentre ci si reca urgentemente ad un pronto soccorso o dal veterinario.