La rinotracheite virale del gatto

La rinotracheite virale del gatto

L’inizio della stagione autunnale è caratterizzata da giornate ventose e fredde e può capitare che le difese immunitarie siano ridotte, esponendoci ai classici malanni di stagione quali raffreddore, febbre o mal di gola. Allo stesso modo anche i nostri amici felini possono soffrire di patologie condizionate. Una delle malattie che colpisce più frequentemente i gatti che vivono all’aperto è la rinotracheite virale, sostenuta da un herpesvirus.

La rinotracheite colpisce ogni anno un numero elevato di gatti adulti e cuccioli. La trasmissione naturale di questa malattia avviene per contatto diretto con aerosol di saliva, secrezioni nasali, oculari o fecali provenienti da un un soggetto infetto, ma è possibile che i soggetti recettivi possano essere contaminati indirettamente anche dalle persone che li curano. La malattia non è contagiosa per l’uomo essendo ospite specifica per il gatto. I gatti convalescenti possono ospitare il virus per molti mesi ed essere escretori in modo intermittente per tutto questo periodo. Il periodo di incubazione è di 2 – 6 giorni e l’insorgenza si caratterizza per febbre, starnuti frequenti, congiuntivite, rinite e spesso salivazione. In questo caso è opportuno portare il proprio gatto immediatamente dal veterinario di fiducia per un consulto. La febbre infatti può raggiungere i 40,5°C ed in questa fase sono particolarmente evidenti depressione del sensorio e anoressia. Se la situazione non venisse tenuta nella giusta considerazione, lo scolo nasale ed oculare potrebbero peggiorare e diventare più abbondanti, sviluppando ulcerazioni alla bocca e alla congiuntiva degli occhi. Normalmente il rischio di morte è basso e l’esito è favorevole, tranne nei soggetti giovani o anziani. La durata dei sintomi è di 5 – 10 giorni nei casi più lievi e fino a 6 settimane in quelli gravi. Nel caso di decorso lungo della malattia ci potrebbe essere un dimagramento marcato o infezioni batteriche secondarie.

I soggetti più a rischio sono gatti giovani o neonati, che possono acquisire precocemente la malattia dalla propria madre portatrice dell’agente infettivo. Questo scenario è frequente soprattutto nelle colonie feline, dove non c’è separazione tra i soggetti malati e quelli sani, con cui possono entrare facilmente in contatto.

Il trattamento della malattia è prevalentemente di supporto e legato alla riduzione dei sintomi, ma anche gli antibiotici possono essere utili in caso di infezioni batteriche secondarie. È possibile l’utilizzo di decongestionanti nasali e antistaminici, anche se l’utilizzo prolungato può peggiorare la sintomatologia. È preferibile pertanto l’associazione con nebulizzazioni o gocce nasali per rimuovere gli essudati più tenaci.

In ogni caso è disponibile il vaccino che dovrebbe essere somministrato ad intervalli di 3 – 4 settimane fino all’età di 12 settimane, dopodiché è consigliabile la rivaccinazione annuale.

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