Prima di partire per le vacanze…

Prima di partire per le vacanze…

Quando si parte per le vacanze con il proprio amico a 4 zampe, oltre a preoccuparci di trovare la struttura idonea per noi e lui, essersi assicurati di avere con sé tutto il necessario e aver fatto i dovuti controlli prima di intraprendere il viaggio, bisogna prestare attenzione anche alla diffusione di specifiche malattie nella zona di villeggiatura. Determinati agenti infettivi potrebbero essere endemici proprio nella zona in cui vogliamo dirigerci, aumentando il rischio per il nostro amico animale di contrarre un certo tipo di malattia, verso cui a casa magari non sarebbe esposto. Ecco alcune malattie da conoscere per per poter partire in sicurezza.

Filariosi:

La filariosi è una malattia che colpisce sia cani che gatti sostenuta da un parassita, che è un nematode quindi un verme tondo. La malattia viene trasmessa dalle zanzare che effettuano un pasto di sangue su un animale infetto, nel cui sangue periferico sono presenti le microfilarie. Le forme larvali immature maturano all’interno del vettore e poi attraverso una nuova puntura sono trasmesse al cane. L’iniezione avviene nel sottocute, da cui le larve migrano attraverso i muscoli dell’addome e del torace, dopodiché avviene il passaggio nel torrente sanguigno in modo da poter raggiungere la localizzazione finale nell’arteria polmonare. Nella forma adulta la femmina può arrivare a misurare fino a 30 cm ed il maschio 25 cm e si possono riprodurre generando nuove microfilarie da liberare nel circolo sanguigno. La malattia può essere curata attraverso una terapia farmacologica ma dato che i sintomi per la maggior parte del tempo non sono evidenti, quando questi appaiono la situazione dell’animale è già compromessa e potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per l’asportazione diretta del parassita dal cuore. Per questo motivo la strategia migliore rimane la prevenzione attraverso un adeguata profilassi a partire dal periodo primaverile, con con l’utilizzo di repellenti spot-on, con compresse mensili che uccidono le forme larvali immature o vaccinazioni da ripetere ogni anno presso il proprio veterinario di fiducia.

Leishmaniosi:

La leishmaniosi canina è una malattia infettiva che colpisce i cani, è causata da parassiti protozoari appartenenti al genere Leishmania. Questo viene trasmesso nella sua forma promastigote con flagello dalla puntura di piccoli insetti, i flebotomi, meglio noti come pappataci. Una vota entrato nell’organismo, per difendersi, si nasconde all’interno delle cellule immunitarie, dove non può essere distrutto. In Italia la prevalenza della malattia si riscontra in particolar modo nelle regioni costiere meridionali dove è considerata endemica, anche se si sta spostando anche alla parte nord-occidentale della penisola. La leishmaniosi è una malattia per cui non sono disponibili cure specifiche o vaccini. La profilassi si basa quindi sull’utilizzo di repellenti piretroidi in forma di spot-on o collari per tenere lontani i vettori. Se si vuole optare per un rimedio del tutto naturale si può applicare sul manto del cane dell’olio di Neem, riducendo significativamente la possibilità che il cane venga colpito dai pappataci. Buona prassi è non tenere i cani all’aperto all’alba ed al tramonto, nei momenti in cui il flebotomo è più attivo.

Borrelliosi:

La malattia è sostenuta da un batterio di forma spiraliforme, la Borrellia burgdorferi, che viene trasmesso con la puntura di zecche infestate della specie Ixodes ricinus, che rappresentano il vettore della malattia dal serbatoio di infezione rappresentato dai roditori. Queste zecche si trovano generalmente nei boschi o in ambienti rurali in relazione anche alla presenza di animali selvatici che consentono il mantenimento dell’infezione; in Italia le regioni a maggior diffusione sono la Liguria e il Trentino Alto Adige mentre all’estero è l’America ad essere tra i primi posti. È importante quindi sapere se nella località di vacanza risiede questo tipo di zecca, per poter prestare molta attenzione alla salute dell’animale. La borreliosi è una malattia prevalentemente cutanea, che interessa anche l’apparato cardio-circolatorio, il sistema nervoso e le articolazioni dei cani. È possibile che siano coinvolti anche i reni, il cui interessamento influenza considerevolmente la prognosi. Se identificata e trattata precocemente, la prognosi è molto buona e la guarigione è completa, ma non esiste alcun vaccino che protegga dalla malattia. È molto importante avere precauzione ed osservare il proprio animale accuratamente dopo ogni passeggiata all’aperto nelle zone in cui è nota l’infestazione, dato che le zecche che si potrebbero essere attaccate devono essere rimosse prontamente. In questo modo si riduce notevolmente la probabilità che avvenga la trasmissione. Le zone da analizzare attentamente sono la testa, il collo e le orecchi. Il metodo migliore è quello di staccare la zecca con una pinzetta avvicinandosi il più possibile alla pelle. È consigliato di non girare la zecca mentre la si estrae e di non rompere il suo corpo o staccare la testa. È molto efficace l’utilizzo di sostanze repellenti o insetticidi per uso topico, che sono indirizzate principalmente agli stadi adulti delle zecche, per ridurre la quantità di soggetti che si riproducono nell’ambiente.

Rabbia:

La rabbia è una gravissima malattia virale che colpisce i nostri animali conducendoli alla morte. L’unica via di trasmissione è rappresentata dal morso. Il periodo che passa dal momento dell’infezione alla comparsa dei sintomi clinici è molto variabile e dipende dal tragitto che il virus deve fare attraverso i nervi periferici per arrivare al cervello. La malattia è a carico del sistema nervoso e provoca alterazioni comportamentali (timidezza, aggressività, irritabilità, vocalizzazioni), salivazione abbondante, convulsioni, deficit motori e idrofobia. Il virus inoltre si diffonde anche alle ghiandole salivari per poter essere trasmesso attraverso il morso. L’Italia è categorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Salute tra i Paesi a basso rischio, ma la vicinanza con l’Austria, la Slovenia e la Croazia, espone al rischio di reintroduzione del virus soprattutto per i flussi migratori degli animali selvatici. Per proteggere il proprio animale è fondamentale sottoporlo regolarmente alla profilassi immunizzante, seguendo i tempi e le scadenze giuste. Bisogna infatti tenere conto che la vaccinazione deve essere effettuata almeno 45 giorni prima rispetto alla partenza, non potendo essere spostato l’animale prima di questo periodo di attesa.

 

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