L’abbandono è inciviltà

L’abbandono è inciviltà

Il fenomeno dell’abbandono ha il suo picco nel periodo estivo, si conta che in tale periodo il numero di cani abbandonati raggiunge la soglia dei 15.000 (fonte LAV), quando le persone vanno in villeggiatura e ritengono impossibile o noioso portare con se il proprio animale domestico, oppure considerano troppo costoso lasciare custodito quest’ultimo presso una pensione per animali. Abbandonando il proprio animale, si rischia che esso provochi incidenti stradali, lo si conduca alla morte oppure lo si porti al randagismo.

L’abbandono non riguarda solo cani e gatti, ma ultimamente vengono interessati a questa barbarie anche molte specie cosidette esotiche; un mancato senso del dovere e del rispetto da parte di queste persone provocano preoccupanti incidenti sia a loro che a noi. Nonostante negli ultimi anni, molte strutture turistiche si siano attrezzate per ospitare con noi i nostri amici animali e siano aumentate di numero le strutture che si occupano degli animali nei periodi di vacanza, addirittura con assistenze a domicilio per evitare che il proprio animale si senta spaesato senza di noi nella nuova sistemazione, questo fenomeno (purtroppo) non si è ancora arrestato. L’arrivo dell’estate inoltre coincide con l’attuazione di molte campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono dei cani e degli animali domestici in genere, attraverso ogni canale mediatico: dalla televisione, alla radio, ai manifesti, a internet ecc.

Abbandonare un cane significa necessariamente condannarlo a morte quasi certa, i cani a differenza dei gatti hanno uno spirito di adattamento inferiore a quello di quest’ultimi; per loro sarebbe più difficile rintracciare una fonte d’acqua o anche di cibo soprattutto per il fatto che la maggior parte di essi vivevano e dipendevano esclusivamente dal diretto contatto con i loro padroni in casa o in giardino. Svolgendo quasi tutte le attività ludiche ed affettive delle famiglie, questi cani dipendevano da esse anche per quanto riguardava il mantenimento della buona salute, dell’igene e della loro toelettatura. Inoltre abbandonarli significa anche rompere quel rapporto di fiducia che si era instaurato nel tempo, provocando in loro un senso di inutilità, rendendoli spaesati e tristi per qualcosa che neanche loro capiscono il motivo.

Grazie alla sensibilizzazione comune nel 2004 l’abbandono è diventato un reato che è punito con pene pecuniarie fino a 10.000 euro o addirittura la detenzione fino ad un anno. L’abbandono è segno di inciviltà, per questo tutti insieme dobbiamo far si che questo fenomeno riprovevole scompaia!

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